Aloe vera, tutto quel che c' da sapere!

La pianta di Aloe

Aloe vuol dire “amaro”, dall’ebraico “allal” o anche dall’arabo “alloch”.

L’aloe è una pianta perenne della famiglia delle Liliacee a cui appartengono oltre 200 specie soprattutto africane (è anche la denominazione dell'agave americana che ha foglie molto simili a quelle delle piante di aloe) ma ormai l’habitat in cui cresce comprende il Mediterraneo, l’India, gli Stati Uniti, il Messico, le Antille, Arabia, Australia. Predilige i climi caldi e secchi in cui la temperatura non scende mai al di sotto dello zero.

L’aloe è formata da foglie molto lunghe e carnose, con punte aguzze. La pianta di aloe è definita xerofita, ossia capace di trattenerenei propri stomi molta acqua che le consente di sopravvivere a periodi di siccità. Le foglie sono composte da un rivestimento che avvolge la polpa, il gel, ricco di proprietà.

La storia di questa pianta è lunga, e qui ne presentiamo qualche tappa fondamentale: le prime testimonianze sono state ritrovate su una tavoletta di argilla ritrovata a Nippur, presso Bagdad, datata 2200 a.c.; nella Grecia antica si raccomandava insieme a MIRRA e ROSMARINO per rinforzare i denti; nel 1300 a.c. gli israeliti nel deserto con Mosè usavano l’aloe per proteggersi dal sole; secondo una leggenda egizia Cleopatra attribuiva la sua bellezza ad una crema idratante a base di Aloe e si dice usasse succhi di Aloe come cosmetico per rendere la sua epidermide morbida elastica e liscia; citazioni circa le virtù terapeutiche si ritrovano nei manuali medici della dinastia Sung datati 1276 a.c.

Cristoforo Colombo la utilizzava durante il viaggio verso le Americhe a bordo della sua caravella; nel 1720 Linneo descrive, per primo, la pianta con il nome Aloe Vera; nel 1862 George Ebers scoprì su di un papiro egiziano del 1500 a.c. che era già molto nota.

Dagli anni '50 sono moltissime le ricerche sull'impiego dell'aloe in dermatologia, in particolare nella cura delle ustioni dove i risultati sono eccellenti (da citare nel 1995 la cura delle vittime dell'attentato di Oklahoma City da parte del dott. T. Moore che aveva all'attivo già 4.000 casi di ustioni trattati in tal modo).

Si può affermare che l’aloe è una delle piante più utilizzate nella storia dell’uomo, perché presente in ogni popolo che poteva disporne e coltivarla. Negli ultimi decenni le pubblicazioni scientifiche si sono moltiplicate: queste ricerche ne approfondiscono soprattuttole proprietà antiossidanti.